Perché il grido della donna che ha partorito si prolunga come un’eco tra le tue labbra e nei tuoi occhi appare quella stessa luce innamorata…
Sono rimasto al tavolo tutta la mattina, le mani si muovevano avanti e indietro sulla pagina
infinitamente bianca mentre cercavo di rievocare…
Scavando dentro il pozzo delle immagini,
rivedere il dolce profilo dei suoi fianchi
risentire il calore fraterno del suo corpo
Non conosco l’Essere che mi parla con voce intensa.
Cerca le mie mani dentro l’acqua mutevole che scorre
mi conduce verso più di ciò che sono…
Avrei voluto parlarti d’amore
quando per strade diverse ci siamo incontrati
per quella strana armonia che ricompone le onde…
La notte poggia la sua ombra sulle labbra mi si distende a fianco per sentire il corpo i muscoli la pelle…
Penso al silenzio illuminato dalla luna
Penso alle bocche umide di baci
alle mani che carezzano il volto del presente…
Così volgi indietro il capo e cerchi altrove e ancora altrove quel corpo tanto desiderato invano.